In secondo luogo, le pratiche di gestione delle mandrie variano a seconda delle aree: gestione degli stalli, procedura di mungitura, gestione della salute della mammella e gestione delle vacche in asciutta e fresche tra le 3 diverse categorie di mandrie (buona, media, cattiva salute della mammella) definite in base al concetto di UHG. Gli allevamenti con la più alta percentuale di vacche nell'UHG A hanno applicato la maggior parte delle misure per prevenire la mastite, che a sua volta spiega le basse proporzioni di mucche sospette in tali mandrie. Si è visto inoltre che tali mandrie hanno registrato prestazioni migliori (+9% di produzione di latte, +11% di longevità, -35% di trattamenti antibiotici) rispetto alle mandrie delle altre categorie. Pertanto, l'utilizzo del sistema UHG potrebbe aiutare a caratterizzare meglio lo stato di salute della mammella di una mandria da latte e a incoraggiare i soggetti interessati (ad es. i gestori delle mandrie) a migliorare la salute della mammella attraverso l'applicazione di misure più preventive.
In terzo luogo, è stata riscontrata l'attesa associazione positiva tra la percentuale di vacche nell'UHG A (ovvero mucche sane) e le prestazioni della mandria.

Che cosa ha rivelato lo studio in termini di come una mandria da latte può beneficiare del concetto di UHG?
Abbiamo utilizzato il sistema UHG per classificare le mandrie in buone, medie e cattive condizioni di salute delle mammelle. Questa classificazione era diversa rispetto all'uso dell'SCC come parametro autonomo ed è stato più chiaro identificare le mandrie con una buona salute della mammella. È emerso chi allevamenti si impegnano maggiormente nella gestione delle mandrie rispetto a quelli delle altre categorie. Più precisamente, la gestione degli stalli è stata eccellente, le procedure di mungitura sono state più accurate, la gestione della salute delle mammelle è stata più rigorosa e la gestione delle mucche in asciutta e fresche è migliorata. Questo, a sua volta, significa che il sistema UHG, in particolare la percentuale di vacche nell'UHG A, funge da indicatore dell'efficacia delle pratiche di gestione della mandria in termini di salute della mammella. Dato che la mastite è una malattia multifattoriale e considerata la complessità generale della salute della mammella, non sono una o due misure specifiche che portano a miglioramenti, ma piuttosto la combinazione di provvedimenti in tutte le aree di gestione della mandria.
In che modo il concetto di UHG influenzerà le pratiche di gestione delle mandrie?
È stata riscontrata una tendenza che indica che più vacche si hanno nell'UHG A, maggiore è la produzione media giornaliera. Non era un risultato inatteso, in quanto studi precedenti hanno rivelato che le vacche nell'UHG A sono le più produttive, dato che sono quelle che non sembrano essere compromesse da problemi di salute della mammella. Tuttavia, le prestazioni di una mandria da latte non dipendono solo dallo stato di salute della mammella, ma anche da fattori come l'alimentazione.
Chi può beneficiare del concetto UHG?
Tutti i soggetti coinvolti nella produzione di latte possono potenzialmente beneficiare del concetto di UHG. I principali beneficiari, tuttavia, sono probabilmente le vacche da latte perché l'incidenza di problemi di salute della mammella può essere ridotta. I gestori delle mandrie da latte, i veterinari e i consulenti possono utilizzare i dati per monitorare meglio la situazione della salute della mammella in un'azienda lattiero-casearia e, in particolare, perfezionare le misure preventive esistenti o introducerne di nuove. I dati potrebbero essere anche utilizzati per valutare la salute (e il benessere) degli animali in un'azienda lattiero-casearia e, in questo contesto, diventare parte di programmi di incentivazione.
In che modo il concetto di UHG influenzerà l'uso di antibiotici nell'azienda lattiero-casearia?
Il concetto supporta fortemente l'idea di lavorare con misure di prevenzione della mastite. Sebbene la maggior parte degli antibiotici utilizzati in un allevamento lattiero-caseario venga somministrata in relazione alla salute della mammella, è comunemente noto che la migliore terapia è la prevenzione. Pertanto, il concetto potrebbe essere utilizzato per incoraggiare gli operatori a lavorare di più con misure preventive e quindi contribuire a ridurre il consumo di antibiotici.
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Usefulness of the total and differential somatic cell count based udder health group concept for evaluating herd management practices and udder health in dairy herds - https://doi.org/10.1016/j.prevetmed.2023.105977
Ulteriori riferimenti
- Differential somatic cell count—A novel method for routine mastitis screening in the frame of Dairy Herd Improvement testing programs - https://doi.org/10.3168/jds.2016-12409
- Differential somatic cell count in milk before, during, and after lipopolysaccharide- and lipoteichoic-acid-induced mastitis in dairy cows - https://doi.org/10.3168/jds.2017-14152
- Investigation of differential somatic cell count as a potential new supplementary indicator to somatic cell count for identification of intramammary infection in dairy cows at the end of the lactation period - https://doi.org/10.1016/j.prevetmed.2019.104803
- Evaluation of the new differential somatic cell count parameter as a rapid and inexpensive supplementary tool for udder health management through regular milk recording - https://doi.org/10.1016/j.prevetmed.2020.105079
- Investigation of dairy cow performance in different udder health groups defined based on a combination of somatic cell count and differential somatic cell count - https://doi.org/10.1016/j.prevetmed.2020.105123
- Associations between different udder health groups defined based on a combination of total and differential somatic cell count and the future udder health status of dairy cows - https://doi.org/10.1016/j.prevetmed.2021.105374
- Usefulness of the total and differential somatic cell count based udder health group concept for evaluating herd management practices and udder health in dairy herds - https://doi.org/10.1016/j.prevetmed.2023.105977